
4)Plotino. L'emanazione.
Come pu accadere che dall'Uno si generino tutte le cose che sono?
Non per volont dell'Uno - come sostiene, invece, la tradizione
ebraico-cristiana -, perch un atto di volont sarebbe un segno di
imperfezione (chi vuole qualcosa significa che ne ha bisogno, e
quindi non  perfetto, vedi lettura 1). Il mondo, secondo Plotino,
 generato dall'Uno per emanazione spontanea, per irradiazione,
come dal Sole la luce, dal fuoco il calore. Dall'Uno emana
l'Intelligenza e dall'Intelligenza emana l'Anima: queste sono le
tre ipostasi, la risposta della filosofia neoplatonica alla
concezione trinitaria cristiana

Enneadi, V, 1, 6 (vedi manuale pagina 209).

1   [...] Allorch il nostro discorso verte sulle realt eterne,
non intendiamo certo parlare di nascita nel tempo. Quando
attribuiamo ad esse, certamente a parole, la nascita,  per
assegnare ad esse una causa e un ordine. In realt, dobbiamo
riconoscere che ci che nasce di lass, nasce senza che Egli si
sia mosso, perch, se qualcosa nascesse solo dopo un suo
movimento, il generato sarebbe terzo dopo di Lui e il suo
movimento, e non secondo. E' dunque necessario, se c' un secondo
dopo di Lui, che esso esista senza che Egli si muova, n che lo
desideri, n che lo voglia, n che si compia un movimento
qualsiasi. In che maniera dunque, e che cosa dobbiamo pensare del
Primo, se Egli resta immobile? Un irradiamento che si diffonde da
Lui, da Lui che resta immobile, com' nel Sole la luce che gli
splende tutt'intorno; un irradiamento che si rinnova eternamente,
mentre Egli resta immobile. Tutti gli esseri [pnta t nta],
finch sussistono, producono necessariamente dal fondo della loro
essenza [ousa], intorno a s e fuori di s, una certa esistenza
[ypstasis], congiunta alla loro attuale virt, che  come una
immagine degli archetipi [archety'pon] dai quali  nata: il fuoco
effonde da s il suo calore, e la neve non conserva il freddo
soltanto dentro di s; un'ottima prova di ci che stiamo dicendo
la danno le sostanze odorose, dalle quali, finch sono efficienti,
deriva qualcosa tutto intorno, di cui gode chi gli sta vicino.
2   Tutti gli esseri, giunti a maturit, generano: ci che 
eternamente perfetto genera sempre e in eterno; ma genera qualcosa
di inferiore a s. E che dobbiamo dire del Perfettissimo
[teleitatos]? Nulla da Lui pu nascere se non ci che  il pi
grande dopo di Lui; ma il pi grande dopo di Lui, e il secondo, 
l'Intelligenza [Nos]: e l'Intelligenza contempla l'Uno [Mnos] e
ha bisogno soltanto di Lui, mentre l'Uno non ha bisogno
dell'Intelligenza. E poi: ci che viene generato da chi 
superiore all'Intelligenza  Intelligenza, e l'Intelligenza 
superiore a tutte le cose, poich le altre cose vengono dopo di
lei; e l'Anima [psych], a sua volta, , diciamo cos, il pensiero
[lgos] e l'atto [enrgheia] dell'Intelligenza, come
l'Intelligenza  il pensiero e l'atto dell'Uno.
3   Il pensiero dell'Anima, per, in quanto  immagine
dell'Intelligenza,  alquanto oscuro e deve perci guardare
all'Intelligenza, come l'Intelligenza, per essere Intelligenza,
deve guardare all'Uno. E l'Intelligenza vede l'Uno senza esserne
separata, perch  subito dopo l'Uno e non c' nulla fra lei e
l'Uno, come non c' nulla fra l'Intelligenza e l'Anima. Ogni cosa,
infatti, tende al suo genitore e lo ama, soprattutto quando
genitore e generato sono soli; ma quando il genitore  anche il
sommo Bene [t riston], il generato  necessariamente unito a Lui
s da esserne separato soltanto per alterit [os t eterteti]

(Plotino, Enneadi, Rusconi, Milano, 1992, pagine 803-805).

